bottoni_yogameditazione.jpg (3282 byte)

La Calma in pratica

pra-med1.gif (41870 byte)

pra-med2.gif (36387 byte)

In Sanscrito meditazione è conosciuta con la parola "dhyana", ossia il flusso che scorre nella mente verso l'unificazione con la Coscienza Cosmica. La pratica della meditazione data ad ognuno al memento dell'iniziazione include alcune forme di "dhyana". Con il tempo e con il progresso individuale verranno date ulteriori lezioni per aiutare a penetrare più profondamente nella meditazione. Queste pratiche hanno principalmente due funzioni; 1) il controllo graduale dei cakras, nadiis e kundalini (vari centri spirituali di energia, canali e forze dentro il corpo); 2) la purificazione graduale e il controllo dei kosas (stadi della mente).

AS’T’AUNGA YOGA

As’t’a (otto) + unga (parti-lembi)

As’taunga Yoga ha le sue origini nel Tantra. Questo sistema di Yoga è stato proposto per primo dal Rs’i (saggio) Patanjali circa 950 anni prima di Cristo. Questa pratica racchiusa in otto gradini è un mezzo per purificare il corpo fisico e i cinque strati della mente (kosas) che senza di questa pratica la purificazione dell' Io non sarebbe possibile.

YAMA Il primo passo, detto Yama, porta al controllo dei sensi con una serie di regole morali che mirano a dominare la propensione dell’uomo verso la dimensione materiale e l’autoaffermazione:
  • 1. AHIMSA E’ definito come non infliggere pene o fare del male a qualunque persona con il pensiero, parola o azione.
  • 2. SATYA Implica azione della mente e il giusto uso delle parole con lo spirito di benessere.
  • 3. ASTEYA Significa non prendere qualunque cosa che appartiene ad altri (non rubare).
  • 4. BRAHMACARYA Significa rimanere attaccato a Brahma.
  • 5. APARIGRAHA Significa non indulgere nel godimento di cose e conforti della vita che sono superflui per il preservamento della vita.
NIYAMA Il secondo passo, Niyama, si occupa del controllo delle emozioni e delle pulsazioni primarie, con indicazioni che portano ad aumentare la forza di volontà, la concentrazione, la conoscenza e l’abbandono al sè. E’ il controllore della espressione interiore:

1. SHAOCA Significa purezza e pulizia, salute fisica e mentale.

2. SANTOSA Significa contenimento, contentezza.

3. TAPAA Pratica di penitenza per arrivare alla meta. Il solo scopo nel fare Tapaa è quello di

alleviare la tristezza e infelicità degli altri.

4. SVAHYAYA Significa chiara comprensione dei soggetti e filosofia spirituale.

5. IISHVARA PRANIDHANI Significa di accettare Dio - La coscienza Suprema come la sola idea e meta nella vita e muovere con grande accellerazione verso il rifugio Supremo.

ASANAS Il terzo passo le Asanas si riferiscono all’Hata Yoga. Riguarda l’unione del corpo con la mente ,la capacità di mantenere la calma, il senso di equilibrio. Si ottiene attraverso l’assunzione di precise posizioni del corpo; è lo Yoga più appariscente, che conosciamo.
PRANAYAMA Il quarto passo detto Pranayama, è composto da una serie di regole per gestire i flussi di energia vitale attraverso il respiro.
PRATYAHARA Il quinto passo, o Pratyahara, sovraintende al controllo degli elementi esterni che possono deviare la mente e si esplica attraverso il ritirarsi dei sensi.
DHARANA Il sesto passo, detto Dharana, è la fase di concentrazione sulla propria evoluzione.
DHYANA Il settimo, o Dhyana, è lo stato di raccoglimento e di tensione verso l’UNO.
SAMADHI L’ottavo e ultimo gradino, Samadhi, porta all’esperienza superconscia, all’estasi.

 

Sadhana

La parola Sadhana significa "sforzo". Qui è riferito al nostro sforzo di diventare completi per raggiungere la nostra meta spirituale. I primi 8 punti trattati fino ad ora possono essere considerati psico-fisici e riguardano principalmente il benessere del corpo, indispensabile per ottenere la chiarezza mentale ed il controllo delle propensioni mentali. Solamente digiunando, mangiando i cibi migliori e tenendo il corpo pulito non possiamo raggiungere la meta. Per avere un migliore controllo mentale deve esserci anche un sottile sforzo psico-spirituale che unifichi la nostra mente con quella Cosmica. Sadhana dunque si riferisce a questi sforzi ed include altre pratiche che sono in diretta relazione o interferiscono con essi. Madhuvidya: letteralmente significa "conoscenza del miele",ossia il riconoscere in ogni entità vivente la manifestazione di Brahma. Tenere la mente costantemente in questa ideazione sviluppa nel sadhaka un vero sentimento di amore cosmico. Lo libera di tendenze egoistiche e di un più profondo significato della vita con questo costante sentimento di presenza divina dentro e fuori di noi, diventa impossibile compiere cattive o dannose azioni. Inoltre, attraverso il Madhuvidya tutte le paure e gli attaccamenti, complessi di inferiorità o di superiorità si eliminano. Ogni giorno la vita non è più un ostacolo per il progresso spirituale; ogni azione come mangiare, dormire, lavorare o giocare non sono più semplicemente azioni mondane ma tutto è visto come espressione di quella divinità. Madhuvidya concede al sadhaka (aspirante spirituale) di vivere e lavorare nel mondo senza accumulare samskaras (reazioni potenziali di ogni azione, spesso erroneamente conosciuti come "Karma"). Nel sadhana dell'Ananda Marga, la lezione specifica insegnata al sadhaka per aiutarlo a stabilizzarsi in Madhuvidya è chiamata Guru Mantra, che è un mantra usato specificatamente prima di compiere ogni azione. Così questo sforzo per identificarsi costantemente con il Supremo attraverso i significati del mantra è il sadhana di Madhuvidya.

 

La calma in pratica

Esercizi per rilassarsi

Il primo "buon vecchio" esercizio.

Seduti, in piedi o chinati, tendere un gruppo di muscoli come le braccia o le gambe.

Ora lasciateli sciolti. Se lo fate in modo corretto, la differenza fra teso e rilassato dovrebbe farvi capire cosa significa davvero "rilassato". Restate con quella sensazione.

Ora lavorate su un altro gruppo di muscoli, come la schiena, l'addome, i glutei o il viso.

Ora lasciateli sciolti. Restate con questa sensazione di rilassamento. Assaporatela. Provate a restare in quella posizione. Ripetete l'esercizio per tutti i gruppi muscolari.

Il secondo "buon vecchio" esercizio.

State con la schiena contro la parete, in modo da creare un contatto della parete stessa con il capo, le spalle e i glutei.

Respirando profondamente, sollevate lentamente le braccia all'altezza delle spalle mentre inspirate. Restate fermi per alcuni secondi. Abbassate le mani e le braccia mentre espirate. Restate fermi alcuni secondi.

Ripetete questo esercizio una decina di volte o più, se lo ritenete necessario.

Al termine dell'esercizio, restate fermi e rilassati respirando profondamente, finchè non vi sentirete avvolti da una sensazione di pace.

al menu